Del non fare


Non si tratta di pigrizia. Si tratta di controllo. Non si tratta di perdere tempo. Non si tratta di perdere delle occasioni o delle cose belle. Non si tratta di una mostra d’arte cinese, di una fetta di torta particolarmente buona, di un monologo di teatro moderno, di un film d’essai su di un amore gay o di una esibizione di tango. Non si tratta di lasciar perdere nulla di tutto questo. Si tratta di star fermi quando si desidera veramente di star fermi. Perché anche solo pensando alle commissioni c’è sempre una piramide di cose da affrontare. Dal lunedì al venerdì non esisto; sono più che altro una particella con uno stato energetico fluttuante. Nel weekend, è bello potersi viziare, abbandonarsi a piacevolezze solo per se stessi. E se questo piacere è collocarsi su un divano scrivendo queste righe, allora è quello che serve. E’ quello di cui si ha bisogno. Non fare; non perché non si ha da fare, o perché non piaccia fare. Ma perché il divano è comodo, la temperatura è perfetta, il tuo sentimento è un abbraccio per una persona adesso lontana, perché ti senti piacevolmente bene con te stesso e ami le parole. Ogni tanto non fare è quello che serve fare.

 

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