Elegia della comodità


La pigrizia, la lentezza e il riposo sono già stati presi. Sono state scritte una enormità di parole a riguardo. Manca da indagare la ragione per cui le donne vestono sempre di nero, ma non oggi.  Oggi c’è una questione che mi sta molto a cuore: la comodità. Per essa l’uomo si è evoluto ed è sceso dagli alberi, è la ragione per cui è caduto l’impero romano. Eppure rimane una misteriosa presenza.

Perché alla fine l’essere umano è strano forte! Lo vediamo tutti, esistono prodotti a cui si rinunzia per questioni di tendenza del momento. You need to be fashion. Poi ci sono oggetti a cui si rinuncia per una qualche mala convinzione sociale: si deve dire no con vigore al gambaletto, no ai calzini bianchi, no al maglioncino di pile, no no no alla maglia della salute. Ma perché? cosa avranno mai fatto di male per essere tanto osteggiati? E mi chiedo: ma se nessuno li vuole più, allora perché li producono e li vendono? Forse li distribuiscono come generi minori nel terzo mondo, ma mi pare poco probabile. Mi è stato detto che la ragione è che il mondo pullula di muratori che sostengono l’industria della maglia della salute (già macchiata di sudore). Per il resto è un mistero.

Ora, io posso ancora capire la questione connessa alla moda, ma ci sono cose senza tempo che hanno una oggettiva componente di comodità e che non c’è ragione per cui vi si dovrebbe rinunciare! Tanto più che masochisticamente si adottano invece arnesi del diavolo che sono riconosciuti come scomodi. Sarà una sorta di contrappasso per la nostra stupidità.

Si dice di sì al tacco dodici, che ti uccide il tendine, si dice di sì agli orinatoi, quando ci si potrebbe tranquillamente sedere (nel 2015 ancora non abbiamo una tecnologia disinfettante valida? non ci credo). Però non si può andare a letto con un pigiama. Una delle invenzioni più comode di sempre!

“taglia la gamba del pigiama, per farlo sembrare un boxer!” – “piuttosto nudo” – “boxer e maglietta” – “tuta” – “tanga di carta”. Tanga di carta???? Tutto ma non il pigiama. Eppure ce ne sono di carucci: colorati e in tinta unita, con la faccia di Homer o di Winnie the pooh, caldi ed estivi, con e senza maniche. Non potete convincermi che un pigiama sia poi più brutto di una tuta. Che poi, diciamolo, mica lo indosso per andare ad una serata di gala. Ci vado a letto! Per lo più le luci sono spente, se poi hai voglia di far l’amore posso anche mettere la mutandina intimissimo che ti piace tanto, ma mica è la stessa cosa! Voi donne, dico, mica indossate sempre le autoreggenti per andare a letto e far contento il vostro uomo…

Quindi, a meno che non mi indichiate per dormire una valida alternativa al pigiama, senza dover soffrire nudi e sudati sotto due strati di piumini perché voi siete freddolose, o senza avere le parti basse fasciate da improbabili mutande alla moda… non posso che insistere sulla mia tesi secondo cui la comodità deve essere ricercata per facilitarci la vita. Viva il pigiama!! All night long!!

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