La dimostrazione che l’amore ha un’area misurabile


L’amore è euclideo. E’ un fatto.

La più grande dimostrazione di Amore che conosca rimane sempre quella di mia madre quando mi dice che piuttosto che vedere soffrire un figlio vorrebbe poter prendere su di sé tutto quel dolore. E lo dice con negli occhi tanta verità da far traboccare le parole fin sulle mie mani: neanche una è vuota. Sebbene lei non possa davvero farlo, perché – come diceva Buzzati – nella sofferenza l’uomo è solo, io so nel profondo di me stesso, che lei lo farebbe senza indugio.

Come tutte le cose più importanti, l’amore si definisce in relazione al suo contrappunto. Non è un termine assoluto, è più consapevolmente una media. Se quindi qualcuno avesse ancora bisogno nel 2015 di tracciare proprio su ogni onda che ci attraversa, il suo Come Volevasi Dimostrare, ecco fatto. L’area dell’amore è pari ad una base fatta dal filo di sangue che percorre chi ama moltiplicato per l’altezza a cui giunge la voce che dice d’amarci diviso due.

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