Scompaginare il Natale in quattro vini


SnapCrab_NoName_2014-12-27_10-38-8_No-00Dovete sapere che la vita alcolica del sottoscritto non è per nulla facile. Un padre che praticamente è fermo al Cavit di 20 anni fa e al prosecchino, ma solo in certe occasioni, per il resto si va di acqua (!!!). Al più novelli di poco conto, che hanno nomi come “Dulcet”, “Barba”, perché non possono essere chiamati dolcetto o barbera… Una sorella che il vino lo considera alla stregua del sidro, ed un cognato che … mi fa male solo a pensarlo… che concepisce il vino in termini quantitativi: Gli apri il migliore dei nettari e lui che fa? Se ne versa un calice prima di tutti e se lo riversa in gola in tre secondi tenendo stretta la bottiglia nella mano sinistra, dopo di che riempie di nuovo il calice fino all’orlo. Caso mai finisse.

In questa situazione famigliare, ogni discussione e tentativo di ravvedimento non ha ragione d’essere. Quindi quest’anno ho voluto scompaginare le tradizioni facendo due giochetti un po’ cattivelli:

Alla Vigilia, durante il cenone da mia sorella c’è la tradizionale bottiglia di Clicquot portata da mio zio. Io, stanco del solito intendere lo champagne come tutto uguale (no, non dire Mumm!!), ho affiancato un Laherte Les 7. Una goduria, ma non certo uno champagne classicheggiante. Anzi, quanto di più lontano possibile dalle grandi case e grandi produzioni. Era tutto da sniffare. Una droga. E’ andato via alla velocità della luce spezzando le ossa alle bollicine rattrappite del Clicquot.

A Natale, pranzo da mia madre. E qui ho voluto giocare in casa. Solo Oltrepò Pavese: Pinot nero, Rosè, Bonarda ben due tipi, un Chinato e un Buttafuoco storico. Bottiglie di una bella consistenza ma servite un po’ alla garibaldina. E’ stato divertentissimo vedere come ogni vino andasse bene per ogni portata.

  • Il Rosè con il paté
  • Il Chinato col mandarino e le mandorle
  • il Bonarda con il culatello e il cappone
  • il Buttafuoco con la stracciatella in brodo
  • il Pinot frizzante con i carciofini e i funghetti trifolati

Ecco. L’ho detto. L’ho fatto. E’ stata una giornata fantastica. Perché a Natale conta l’allegra compagnia che ogni vino induce. Tanto, in certe occasioni, siamo con il ventre tanto dilatato che l’alcool viene assorbito ancor prima di andar oltre il gargarozzo!🙂

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