Una delle sei o sette persone davvero meravigliose che ho conosciuto nella vita


GradinataHo iniziato ad incontrare persone meravigliose fin da piccolino. Dirò, correndo il rischio di fare la figura del mammone, che i primi due in assoluto sono stati i miei genitori. E ancora sono i miei modelli di vita. Questa assunzione non mi è arrivata, come spesso capita, in età matura. E’ una considerazione che credo di aver fatto per la prima volta già durante un tema in classe delle scuole dell’obbligo.🙂 E ancora ci credo fortemente. Col tempo la convinzione non si è che rinforzata.

Ora, sgombrato il campo da questo postulato, inizialmente, scrivendo questo post pensavo di fare dei brevi cenni sulle persone che, per un motivo o per l’altro mi hanno sempre affascinato, e sono state causa di un qualche grande scostamento di prospettiva in me. Poi mi sono detto che cercare di descrivere loro o il momento in cui ci siamo incontrati e le ragioni per cui quello che hanno detto e fatto ha contato tanto per me, sarebbe stato riduttivo. E credo anche un po’ troppo per le mie scarse capacità.

C’è chi è stato un esempio di un modo di vedere le cose, nell’esatto momento in cui ne avevo bisogno. C’è chi mi è stato vicino. C’è chi mi ha inspirato. C’è chi mi ha rimesso in carreggiata quando non stavo proprio bene di testa. C’è chi mi ha fatto capire chi non avrei mai e poi mai voluto diventare. In definitiva sono stato veramente fortunato.

Credo che nel crescere, sarebbe meglio dire, nel maturare, non si faccia un percorso lineare come correre su un piano inclinato; si tratta invece di percorre una scalinata con degli enormi gradoni. E più si sale, più diventano alti. ALTI, ma tanto. I primi li saltiamo a piè pari un po’ tutti noi, poi si fa sempre più fatica e quindi c’è chi si ferma prima e chi dopo. Sarà l’età, ci diciamo. Ad un certo punto se si sale un altro gradino è perché si è saltati sulle spalle di qualcuno che si incontra lì in zona.

Queste sono le persone che ho incontrato in vita mia. Quelli sulle cui spalle sono saltato.

Una volta, uno di costoro mi disse un qualcosa che poi tradussi in questa frase:

quando si giunge, dopo tanto vagare, alla fine della strada, in un luogo che non è dove si voleva arrivare né dove non si voleva, e non vi sono altre destinazioni, non bisogna disperare. Bisogna stare attenti, perché da soli ci si può perdere facilmente. L’unica cosa sensata da fare è buttare un’occhiata dietro le spalle per vedere se qualcuno ci ha seguiti. E aiutare e farsi aiutare.

Questa forse è la mia più forte convinzione. Quanto guida le mie giornate. E ringrazio queste persone meravigliose per avermelo insegnato.

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