La supremazia del fallo


ninfomane_grande

Neanche tanto alcolizzati, parlavamo di esperienze strane. Alcune solo simpatiche, altre al limite del ridicolo. Sapete, tutte quelle strane circostanze in cui volenti o nolenti ci si ritrova nel corso della vita; al momento ci sembrano atrocità, ma poi col tempo ci ritroviamo a sorriderne.

Si parlava di sesso, naturalmente. Ma – a pensarci bene – era un aspetto tangenziale – per dare colore alla questione che invece accomunava tutti gli aneddoti e che potrei sintetizzare in: se baci male commetti peccato mortale!  (cit. il Grande Fresco)

Durante la serata ho sentito alcune descrizioni di situazioni tanto surreali che viene davvero da pensare che là fuori di gente stramba ce n’è un mucchio… ma rimane il fatto che si parlava di piccolezze, strane preferenze sessuali, piccoli dissapori (beh, non tutte erano proprio robine). Che però si erano trasformati in motivi di separazione.

Mi vien da pensare che sia dovuto al fatto che ormai nessuno più sente la  necessità di approfondire e  cercar di capire l’altra persona Le relazioni si succedono con tale facilità e frequenza che appena vediamo con la coda dell’occhio qualcosa che non ci garba del tutto, ecco che lasciamo perdere per ricominciare altrove. Baciando usi la lingua come un frullatore? Peccato. Vuoi far sesso quattro volte al giorno, sette giorni su sette? Non ci sto dentro. Mi hai fatto una scenata in piena notte senza motivo? Ciao ciao.

Io credo che non dovremmo essere tanto fondamentalisti. Fantasie, esperienze passate, cultura sociale, ambiente famigliare sono tutti aspetti che ci plasmano. Non possiamo aspettarci di trovare nell’altra persona, in campo sessuale, una comunione di intenti con magari qualche piccola preferenza. Non può esistere una norma nelle pratiche sessuale. Tanto che riguardo una cosa tanto enorme come il sesso nessuno sta mai fermo: quello che ci poteva sembrare eccitante durante le scuole oggi ci sembra un gioco di ruolo. Piccolezze diventano enormità. E viceversa.

No rules. Good rules. 🙂 Ma per favore, un piccolo fioretto: in una relazione prendiamoci il tempo di capire ed abbracciare il piacere dell’altro.

Una piccola nota finale: che a raccontare fosse il lato maschile del tavolo mi fa pensare che questa attività di disinibita esternazione aneddotica sia parte del piacere mascolino di raccontare le proprie conquiste agli sconosciuti. La fantomatica supremazia del fallo. Ovvero, il fatto che la nostra ex non rispecchiasse l’idea di sessualità che abbiamo diventa col tempo pure motivo di scherno. Il danno e la beffa. 😦

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