Perchè alle volte le serie TV ti salvano la vita


Credo che il segreto della mia terapia stia nell’accumulo. Una terapia d’urto, imbarazzante, devo dire; è la storia del garzone del pasticciere, che può mangiare tutte le prelibatezze che vuole, ma dopo alcuni giorni ne viene a nausea e smette di assaggiarle. Per me è un po’ lo stesso: quando qualcosa mi preoccupa e mi prende uno stress che mi strapperei i capelli, io mi ci metto d’impegno e ne faccio indigestione. O l’assimilo o ne sviluppo una reazione avversa. In entrambi i casi supero il momento.

Ultimamente ero preoccupato. Per una serie di cose di vario colore, e molta insoddisfazione lavorativa. Beh, penso che la preoccupazione in generale sia una cosa buona. Un po’ come per il paranoico, ti fa rimanere all’erta. Ci sono persone che passano tanto del loro tempo cercando di non preoccuparsi, e di non avere paura, ma se essa non permea la tua vita e non indirizza troppo fortemente le tue scelte, come tutto lo spettro delle emozioni, anche la preoccupazione ha una sua ragione d’essere.

C’è chi è preoccupato dei cambiamenti. Come non capirli: perdi il lavoro e tutto cambia. Ti ritrovi con meno punti di riferimento. Cambia il tuo sentimento per la persona con cui vivi e devi affrontare tutti i dubbi e le paure che avevi tenuto riposti accuratamente. Beh, per me in questi giorni è stato il contrario: ero preoccupato per questo pantano in cui mi sento: poche prospettive. Stesse facce, stessi pensieri. Stessa pigrizia nel non cercare una via per uscirne. In una parola: MANCANZA di cambiamento. Ingolfato in un momento della mia vita. La trappola della quotidianità che non riuscivo a scollarmi di dosso.

E quindi? Ho preso il PC, una decina di puntate di serie made in USA che non avevo ancora visto, messo il cellulare in silenzioso e mi sono abbarbicato sul divano pronto a compromettere la mia smagliante forma con una cura intensiva di TV. Ed ho iniziato ad assorbirmi tutta insieme una overdose di staticità. Ho guardato in pochi giorni quello che avrei visto in un  paio di mesi.

E sono uscito dal weekend urlando e con gli occhi iniettati di sangue. L’umore è ancora bassino, ma il desiderio di isolamento si è allontanato di corsa. Come dicevo: terapia d’urto. Eh sì, questo infernale proliferare di serie tv alle volte ha anche una sua utilità🙂

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