[Seriously joking] Categorie di Pensiero


Sono  giorni che nell’aria sento come un’invisibile onda portante che accoglie gli stessi pensieri che pervadono tutti. Le stesse categorie di pensiero.

Vi capita mai di avere periodi in cui catturate, di frequente, frammenti di conversazioni di persone incontrate per strada, e dire: “ah, ecco, pure lui”?  Veramente siamo tutti parte di un medesimo grande organismo sociale.

“[…] credo che sia meglio prenderci una […]”

“[…] La situazione è questa, non c’è un grande sentimento […]”

“[…] Ha detto di aver perso fiducia in questo, ma non pensa a tutte le altre cose per cui dovrebbe avere fid […]”

“[…] mi ha preso 3 anni di vita e non ha […]”

Stessi concetti, stessa forma. Stessa incapacità di trovare delle convergenze di coppia. Quasi che questa comunanza di linee elettroencefalografiche siano un effetto valanga verso le stesse scorciatoie, che contagia sempre più persone e che fornisce l’alibi perfetto.  Non percepivo nemmeno più risentimento o tristezza nelle parole rubate. Viviamo in una società che ci insegna, e ci spinge a chiuderci attorno determinate categorie di pensiero. Un isolazionismo a-sociale, forse? La conclusione più ovvia potrebbe essere che se è vero che il nostro modo di vivere è definito fortemente dai ritmi, dal luogo, dalle tendenze,  in un design process che ci plasma, probabilmente è ugualmente vero per il nostro modo di essere.

Fosse così la soluzione sarebbe abbastanza approcciabile, sforzarci di cambiare il terreno di coltura e quindi cambiare la direzione in cui ci stiamo spingendo. E se invece, noi tutti fossimo interconnessi più strettamente di quello che crediamo? E se la razza umana avesse un serbatoio comune di concetti a cui accedere? E se avessero ragione i Maya, che la spinta innovativa sta andando esaurendosi? Come il carburante fossile. E se fosse così anche per i sentimenti? In qualche milione di anni di evoluzione ognuno di noi ha preso più di quanto ha dato, e ora siamo in riserva. All’inizio nessuno se ne accorge, poi in scala logaritmica, l’effetto esplode. E il linguaggio dell’amore si inaridisce al pari del sentimento stesso. Convergiamo a spirale intorno stati di massima entropia emozionale, che sappiamo gestire con maestria come un sistema isolato. E ci allontana l’un l’altro.

Siamo orologi scarichi?

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