Single o meno, domina una assoluta imperfezione


Non mi sono mai messo d’impegno nell’essere single. E ugualmente non ho mai pensato fosse assolutamente necessario non esserlo.

Non ho in me un qualche imperativo a riguardo, ma un veloce bilancio rivela sicuramente uno squilibrio verso i periodi solitari. Nel mio altalenare tra vita di coppia e vita da single, posso concludere che mi è sempre piaciuta la vita di coppia, a parte quando diventava una insopportabile faida. Nessun pregiudizio quindi nel ripartire ogni volta con la stessa speranzosa voglia. Quello che non sopporto della vita di coppia è lo strascico che si lascia immancabilmente dietro alla sua fine. Non so se ci sia qualcuno che riesca ad uscire da un rapporto sostanziale e liberarsi dal suo pensiero il giorno dopo. Io certo non ci riesco.

Al contempo non ho mai associato la vita da single con maggiori occasioni sessuali. Primo Comandamento: sesso sì, ma con trasporto e desiderio. Non certo per liberare la palle. E poi diciamolo, la pigrizia inficia non poco. A meno di essere uno degli strafighi partecipanti del Grande Fratello, che frequentano chissà che ambienti promiscui dove -chissà – forse le occasioni si sprecano, la vita sessuale del single medio è subordinata da una intensa attività preparatoria. Uscite continuative (anche se vorresti vedere le repliche della Signora in Giallo in tuta sul divano), scorribande in feste noiose, e in locali che non senti tuoi. Personalmente trovo questo fare un modo di vivere artificioso, senza sostanza. E io non ho mai sopportato essere determinato come persona dalle mie stesse necessità sessuali. Me lo sgrullo e riprendo fiato.

La sostanza, per come la intendo, sta nella vita di coppia. Mi piacciono i ritmi, le condivisioni e gli impicci comuni. Mi piace non avere un sobbalzo se sento mentre dormo uno strano rumore vicino la porta. Ma non per questo perseguo il fidanzamento come ultimo fine.

Alla fin fine credo sia per questo che le vere occasioni non sono poi così semplici da trovare per me … la persona giusta al momento giusto, col giusto sorriso, sulla giusta frequenza, e la stessa voglia di aprirsi a qualcosa di più che se stessi. E’ un pentacolo ben difficile da chiudere.

Ad onor del vero, io vengo da qui: http://rumika.blogspot.com/2012/01/una-delle-mie-solite-sbroccate.html

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