L’idiozia di apparire adulto


Sarà un po’ autoreferenziale quanto vado a scrivere. Siete avvisati.

Ultimamente mi sono ritrovato a discutere vivacemente sulla vecchia e stantia questione dell’apparenza all’interno delle relazioni interpersonali che caratterizzano il nostro vivere. Un modo complesso di dire che si parlava di come la gioventù sta sempre più acquisendo modi di comportarsi superficiali e immaturi, derivanti da modelli errati che gli si propongono (per me si tratta spesso solo di una estetica “spregiudicata” 🙂 . Al di là della misura in cui questo sia effettivamente vero, io non mi stupivo poi molto di quanto la cultura dell’apparire abbia preso piede nelle nuove generazioni. Tendo ad non condannarle affatto, perchè – a bene vedere anche chi – come me – rifiuta certi stereotipi televisivi, stereotipi lavorativi, stereotipi famigliari, non è comunque esente dall’assumere una serie di modi di fare che hanno molto a che fare con l’apparenza.

Per esempio, non mi piace sembrare adulto. Perchè ho sempre associato l’apparire adulto con una forma di seriosità che non è nelle mie corde. Che intanto, le persone che hanno la voglia e la pazienza di starmi vicino un po’ di più, mi comprendono. Capiscono che alla fine non sono quell’emerito coglione che magari gli sono parso essere inizialmente. Non mi piace sembrarlo, ma lo sono. Adulto, intendo. Mi prendo carico delle responsabilità, ho chiare idee etico-politiche, rispetto le fedi e le convinzioni altrui, faccio i conti della serva, pago le multe, senza essere ossessionato dal denaro, cerco di far un po’ di carriera ma solo per merito e sono cosciente che non ne verrà fuori molto, lascio languire solo le cose che non hanno un gran valore per me, quelle a cui tengo in qualche modo le affronto (mica sempre nel modo corretto), certo di migliorarmi imparando sempre qualcosa di nuovo, ho imparato ad amare il cucinare, e quando serve stiro, cerco di essere parco nei consigli, accetto la mia sessualità, e non nascondo il mio lato sentimentale, telefono a mia madre e mi interesso della sua salute, lavo il pavimento di casa una volta a settimana. Mi faccio una ragione dei fallimenti e so che da essi non sempre se ne ricava qualcosa di buono. Credo che tutto questo possa reputarsi parte dell’essere adulti.

Tutto questo non toglie che trovo “l’adultismo” di una noia pazzesca, preferisco quindi infondere nella mia giornata una stilla di idiozia. Odio prendermi sul serio. La vita è troppo breve per riempirla di preoccupazioni. Specie quelle che sono delle forme di autolesionismo o di vittimismo. In questo senso saper come ridurre ai minimi termini le questioni serie, essere in grado di non offendersi, parlare anche di cose infantili, non prendersi sul serio… non significa non saper affrontare in modo adulto le cose. Significa dargli colore. Ecco, ora l’ho detto. 🙂

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2 thoughts on “L’idiozia di apparire adulto

  1. l’autoreferenzialità è stupida e dà fastidio. Quel po’ di bullismo che rende all’apparenza una persona idiota. Questa tua descrizione non corrisponde assolutamente a come appari “al primo colpo d’occhio”. l’essere adulti non è essere seri. Non sono d’accordo.

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  2. Se mi concedi un commento,anche se non ti conosco…credo di condividere quello che dici qui,sempre che io interpreti giusto. Ma non può sentirti,chi ha le orecchie piene della propria voce. Ora torno al mio drink,un sorso w chi parla,ed uno x chi ascolta 🙂

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