corpo, mente e spirito


Tu che hai il collo un poco chino, abbandonato ad un antico rito
tu che hai lineamenti color acquerello e bocca rosso pastello
e una carne d’insetto, dal dorso lungo e perfetto il respiro esiguo della marea,
una voce marmorea e il seno bianco, lo sguardo azzurro di chi ha pianto.
Tu che hai il naso a conchiglia e gli occhi di una mitezza pigra
una dolcezza sul mento e le dita di fuoco quasi spento.
Tu che hai negli occhi la saggezza del vino e lo spirito libertino
origami multicolori e fottifotti consolatori
tu che hai negli occhi i sensi metropolitani e i grilli persiani
e il groppo in gola e i sogni in cova…
Tu che hai gli occhi di sasso, le labbra di muschio
le mani da zingara con figlio e gli occhi da gladiolo
tu che hai i capelli vivi come onde, come alghe scure
e il tuo stare come un vecchio che muore
e tra le gambe infantili quel tuo fiorente sole…

Tu che hai ogni ora l’indomabile spirito delle pantere
non sai forse d’essere la donna cui penso tutte le sere?

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