Quest’oggi


Ciò che sei – tellina di mare, quest’oggi m’uccide. Beccheggia – velame sull’acque scure, tra lingue ancor più brune, ed ha un andare che non dice di pensieri ed d’amori, ma ne cinge. E io vi succhiavo, stretto alla tua libertà – alla deriva, spuma in furia, e v’andavo, sulla giovanil ala. La tua bocca – flutto salato tra i flutti, fa il bene e il male. Non so dove sia il vero, ma lascia un terriccio benedetto sul mio collo, ove ancora risali, e restavi, come conchiglie in collane ormai consunte dal bagnasciuga. Ciò che ho fatto nella vita mi pare un pistillo sulle tue parole, la tua idea di me con gli anni sé fatta perla d’acqua – a volte benvenuta, rivolo vivente, umida falda, voce di sabbia, radice d’alberello marino che s’innalza, a riva svetta ombrosa, e mai cambia…

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