L’amore dei grilli


Ho sempre apprezzato l’amore dei grilli fatto di sabato mattina. E’ un piacere che nasce dal sonno e dal riposo, in cui si possono dimenticare i ritmi settimanali, muovere le fantasie lentamente e far trovare loro la via.

Ovvero, il sesso interpretato dalla corteccia celebrale (o dalla ghiandola pineale a sentire Cartesio).

Mi capita allora di pensare delle banalità. Ogni specie animale, mal-generalizzando, ha un ben definito comportamento sessuale che riflette la longevità, l’ambiente,  il livello di aggressività, e si cabla in qualche modo sulle stesse caratteristiche fisiche dell’animale. Il loro comportamento sociale è ugualmente ben definito; nei suoi aspetti stagionali, per esempio. Vi è quindi, per tutti gli animali non discesi dalla scimmia, un bel chiaro comandamento che connette la sopravvivenza al sesso.

Per noi altri non è così. Delle tante cose a cui bisognerebbe dare un senso forse il sesso è quella che rimarrà sempre più un mistero, quella più legata alla genetica pasticciata che caratterizza l’uomo all’interno del regno animale. Di quello scherzo evolutivo che ci ha dotato di autocoscienza e ha quindi scompaginato tutti gli atti istintuali.

Si potrebbe ben dire: per fortuna! Ma rimane comunque cosa molto curiosa.

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