La gestione del peccato


Come dicevo, io non sono estraneo al peccato. In realtà, da buon ateo, sono più propenso ad intendere il peccato non in senso cristiano, ma peccato quale azione poco etica. Niente a che fare con il sesso, quindi, che ricade più correttamente sotto la dicitura “atto piacevole” (a meno che per poterlo fare non ci si approfitti disonestamente dell’ingenuità altrui).

In ottica cristiana, la mia gestione del peccato si dipana sul non riuscire proprio a ottemperare ai comandamenti 1, 2, 3, 6, 9 e 10. Andiamo maluccio… 🙂 Non ci riesco proprio…

In particolare poi, riguardo gli atti impuri, il mio controllo si limita all’autoerotismo quando necessito di uno sfogo ormonale. Questo perché reputo la cosa assai piacevole ed indolore, nonché moralmente più accettabile che dire le più turpi cose ad una donna per poterlo affondare comodamente in un bel culo.

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