Una vita stagionale


Alle volte mi sento il personaggio di una serie televisiva. Non per manie di protagonismo. Non per gli sketch e i ritmi incalzanti. Ma perché vi è una certa tristezza nella stagionalità dei personaggi. E’ un po’ come se vivessero a rate. Sono reali solo una volta alla settimana, per il tempo di una primavera; nei tempi interstiziali rimangono in una sospensione di irrealtà.

E’ così che alle volte mi sento: stagionale, con una quotidianità che spesso scorre senza essere quasi riconoscibile. Con dei ritmi che quasi si accordano a quelli delle serie televisive. Io amo le produzioni inglesi soprattutto (se dovessi salvare qualcosa di un popolo, senza dubbio dell’Inghilterra salverei la televisione). Forse per questa ragione ne assumo inconsapevolmente la naturale ciclicità 🙂

Questa piccola riflessione mi è offerta da una delle mie trasmissioni preferite di sempre, ovvero il Doctor who, che finalmente da ieri è tornato sugli italici schermi dopo una lunga assenza (e me lo sono perso!).

ps: ammetto che dopo 15 giorni di postaday2011, oggi è la prima volta che giungo al limite della data di consegna per il post. Per la prima volta, dopo 15 post consecutivi perdo il ritmo e il topic mi è un po’ più lontano. Ma se penso che normalmente 15 post li avrei pubblicati in 3 mesi non posso lamentarmi, no?

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