Diverse uguaglianze


Alterno il pensiero tra la supponente convinzione di essere nel giusto e l’idea di aver fatto un gesto irreparabile ed effimero.

Le ragioni perdono di plasticità; più mi ci inoltro più si fanno liquide; non si stagliano splendenti nè incupiscono – stanno in un cuneo che macchinosamente raggiungo. Questa pesantezza di spirito si spezza in due noccioli. Ed entrambi hanno fatto radici. Uno in un Venerdì la cui argilla è stata la pigrizia, si è incuneato nel peso delle gambe stese sul letto, nel tedio della luminescenza televisiva. Il secondo invece si è addensato in un Sabato percorso da una febbre del fare, da un voler far seguire gli occhi ai piedi.

Così ho iniziato questo ultimo weekend pre-lavorativo. Venerdì alle 7 am guardo fuori dalla finestra e una leggera pioggia mi dà il saluto, così mi giro e me la dimentico. Il Sabato mattina invece mi accoglie silenziosamente, e sbirciando dalle imposte, non posso che scegliere il passo lungo e lento.

I sentieri si biforcano a partire dallo stesso pensiero.

 

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