La giungla che è in noi


La negligenza chiede il conto. Sono stato lontano dal giardino una settimana – non di più – e all’improvviso tutto quel bel prato inglese si è trasformato in una giungla impervia che mi guarda e dite: “e ora?”.

La prima lezione è quindi questa: se qualcosa necessita di  cure, è particolarmente sensibile alla loro mancanza. Non puoi smettere di dare il cibo al criceto, o dare la birra al proprio fegato, o la carta Gold alla propria ragazza. Altrimenti il risultato è un rapido soverchiamento della statica.

Non che la giungla manchi di fascino! Nel bel mezzo del caos si nascondono delle gemme: le prime fragole di stagione, un tripudio di pomodorini dolcissimi e dei fiori di zucca che si arrampicano sui pergolati. Ma i piatti non lavati nel lavandino dopo un po’ danno origine a nuove forme di vita!

C’è in potenza, dentro un elegante giardino, una forza vitale, che non aspetta altro di avere l’occasione di straripare. E’ un po’ come siamo noi esseri umani, incapsulati in una scatoletta di cultura e formalità, ma pronti – appena fuori di vista – a crescere nelle direzioni più inaspettate!


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