Il tradimento e le molte domande che il dolore ci pone


Al di là del puro desiderio di vendetta che un tradimento può inculcare in alcuni, spesso si cerca un modo per superare il tradimento, inteso sia come trauma fisico, che psicologico. E’ un’atto di coraggio, una scelta difficile. In assoluto credo che non sia nè giusta nè sbagliata, ma che sia sempre comunque utile all’equilibrio mentale della persona.

Personalmente non credo esista un unico modo, o un modo giusto per superare un tradimento. Sono assolutamente restio a credere nelle ricette – per quanto generalizzanti – che amici o sconosciuti cercano di fornire. Qui per esempio un tipico caso. Un intero sito sul tradimento, 10 belle regole che mi ricordano tanto la psicologia anni ’80, in cui si cercava di canonizzare tutto lo spettro delle emozioni . Non esiste una formula.

Il tradimento, infatti può essere vissuto in tanti modi diversi: può prenderti una rabbia incontrollabile, come farti cadere in depressione. Possiamo diventare apatici, o riuscire a darcene una spiegazione razionale. Una sola cosa accomuna tutte le persone che vengono tradite: questa intensa necessità di capire le ragioni del tradimento.

Nessuno infatti si interroga su come tradire, a priori. Sebbene si tratti di un atto che a conti fatti presuppone un intenso sforzo intellettuale: occorre mentire, saper mentire, divincolarsi tra impegni veri e fasulli. Ed è forse vero che il tradimento è raramente premeditato; è sintomatico di un rapporto in crisi, certo, e di una combinazione casuale di eventi a cui si preferisce abbandonarsi che resistervi. Forse se qualcuno pensasse prima a cosa va incontro, capirebbe che la via più semplice è quella di essere onesti col proprio partner e discutere dei propri problemi.

In un certo senso il tradimento è un momento di riflessione, di ricerca interiore, che – affrontando il dolore – permette di cambiare, andare oltre. Questo aspetto meditativo non è esclusiva del tradito, ma spesso anche il traditore si pone delle domande cercando di capire come possa essere accaduto e quale sia il modo migliore di espiare. Ma lo fa solitamente in modo più razionale, quasi minimizzando. Riguardo questo, tra tutte le frasi che mi è capitato di leggere – ve ne sono tra il serio e il faceto – una, secondo me, rappresenta bene la sintomatologia del traditore, quando non riesce a cogliere il dolore che un tradimento provoca:

ti chiedo scusa x il mio brutto modo di averti tradito

Il dolore pone molte questioni. Mette in evidenza proprie insicurezze (mi chiedono per esempio: “può tradire una donna x un cazzo più grande?”), la ricerca di una scusante (“un pompino è da considerare tradimento?”), o il desiderio di individuare quei segnali di malessere che ci sono sfuggiti (“come il tradito comunica il tradimento?”). E ancora: perchè si tradisce ma non ci si lascia? Ha senso tradire prima per non essere traditi?  In che modo vendicarsi di un bastardo? …

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One thought on “Il tradimento e le molte domande che il dolore ci pone

  1. Il traditore si pone molte domande, ma le nasconde dentro ad un cassetto. Perchè quello che sta provando è molto più nuovo, eccitante, coinvolgente delle domande che si pone. E non rinuncerebbe a viverlo. D’altronde, se il tradito non sa non soffre…..
    Ma se si arriva alla fatidica domanda: o io o lui/lei??? La domanda che nessun traditore vorrebbe sentire….

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