Per me sei morta (come dimenticare una donna con astio)



Mi vergogno di averlo detto, una volta. Ad una donna. Forse la donna che più di tutte mi fece del male. Colei che prima di ogni cosa pensavo amica, qualcuno che mi insegnò fin dove ci si poteva sbagliare. Però quelle poche parole dette in un ascensore, dopo un ruvido ultimo bacio, non so ancora oggi se mi fecero più male o siano state una medicina. Quel che di certo so è che quelle parole le pronunciai contro ogni oncia del mio essere, distante mille miglia da quanto ho sempre creduto essere la mia natura. Ma le dissi. Maledissi.

[…] Per me sei morta…
ed ora che nel mio cuore sei estinta
ora che vali meno di un pezzo di pane,
forse ora potresti amarmi…
dell’amore di un cane.

Ora come allora, credo che Nulla sia tanto drammaticamente doloroso, tanto tristemente ottenebrante, da farmi credere che non ci sia del buono in ognuno, e che non tutti abbiano diritto ad una seconda occasione se non al perdono; se non dalla vita, almeno da chi ti conosce. Perché ogni male che subiamo è un male che permettiamo ci venga fatto.

Eppure, ora come allora, lei per me continua ad esserlo.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...