Livelli di stimolazione


Il pre-weekend si è rivelato veramente una merda. Mentre questi due giorni mi sono ritrovato in modalità “rest in peace“. Tempo per ripensare. Credo che alle volte non ci si fermi abbastanza a pensare per decidere chi essere. Non è una banalità. In questi giorni sono un uomo senza inconscio: sto contando i giorni al prossimo cambio della guardia, e nel frattempo non riesco a decidermi se rallentare il passo. Facciamo l’errore di credere che il giudizio più impietoso circa il proprio modo di essere debba arrivare da se stessi, senza tenere conto – spesso – che è l’esposizione ad agenti esterni a far di noi quel che siamo. Per quanto possiamo credere di poter essere tutto ciò che desideriamo essere – per quanto possa essere vero, noi siamo dei Lego. Siamo solo un patchwork delle stimolazioni che riceviamo. Ho sentito dire: Expose yourself to fast food ads and you’ll crave french fries.

E ugualmente spesso non sappiamo cosa vogliamo per noi. Forse perché il livello di stimolazione non è adeguato. Non abbiamo di che gioire o di che dispiacersi. Siamo così presi da una sovra-stimolazione continua che abbiamo perso la capacità di tracciare un disegno che non si cancelli. Siamo una tribù che sta sul limite, desensibilizzata anche alla nostra voce interiore.

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