invecchiando


RiflessoIn piena luce, vedo in altri la mia immagine riflessa; una stortura che sa di indefinito, di polveroso, di già visto. E’ un’immagine come tante altre, che non parla al cuore. Che non convince. E’ l’immagine di un uomo vestito in grigio, che non può essere interpretato, se non in superficie.
Ho sempre mal sopportato quest’uomo, che pensa a se stesso, che porta rughe sulla fronte come dolori persistenti, ma che non sanno marcare l’uomo fin in fondo.

Ho incontrato quell’uomo dal cuore spezzato.  Ho incontrato quella donna dallo sguardo indurito. E’ qualcuno che sà d’egoismo, anche quando s’offre. Perchè l’unico pensiero che ha è di sè.

In questo esilio interiore, le rimane appeso ben poco. La memoria non gli si addice. Non sanno che cantare se stessi in un mondo di modernità. E come a malapena percepisce quel che passa inanzi al suo sguardo, così non è visto, non è ricordato. Come Perelà non ha abbastanza sostanza, lei non ha candore, non ha della vita tutti quei colori vivaci da poter mescolare con chi gli sta vicino, con chi la rincuora. E nel suo vaporoso essere, non si accorge di nulla.

Non voglio essere tra costoro nel mio crepuscolo, perchè sanno solo muoversi stancamente in un crescendo invecchiando.

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