La quiete di un mondo leggero


mondo_leggero

A volte non si sa come proseguire bene la vita.

Ci sono giorni che ti seppelliscono in un cumulo di foglie autunnali. E non ti lasciano respirare… Ci sono giorni in cui gli ultimi dieci anni di lavoro mi paiono come un gruppo di sconosciuti bastardi che mi fan perdere tempo… e i pensieri di Peter Pan che addolcirebbero le giornate son sempre più persi sotto un’infinità di altre piccole cose ammonticchiate. Non sono spariti, ma sono così nascosti sotto mille altre cose che non li distingui più.

Bisognerebbe proprio liberarsi delle vecchie cose.

Bisognerebbe proprio mandare a fan culo le responsabilità e andarsene per il mondo in cerca del posto dove la gravità è minore. Deve esserci un punto, a bassa pressione, abbastanza in alto da permetterci di spiccare un balzo e volare!

Non è scappare dalle responsabilità, e non perché ci si sente deboli, o codardi, ma è un fuggire dal peso delle cose che non hai scelto di sostenere.

Quando ci si rende conto di quanto sia facile abbandonarsi all’inerzia bianca della metropoli, pensar alla sola sopravvivenza, alla prossima scopata, agli incontri calibrati nelle parole, alle immagini dei video-debilitanti di intellettuali focomelici che non sono che l’ombra dei pensatori di 40 anni fa, allora è tempo di gridare un bel vaffanculo!

Nel nostro mondo moderno auto-indulgente, auto-celebrante, non si hanno passioni destabilizzanti, interessi totalizzanti che non ti fanno dormire, che ti fanno scappar da tutto e tutti.

E allora basta lasciar tutto, prendere i soldi che si hanno, metterli in uno zaino e camminare verso un mondo più leggero. Ricordo che quando andai per la prima volta ad Edimburgo, incontrai in treno un ragazzo felice. Aveva quarantanni, ed  era più giovane di me.  Della vita non conservava nulla che non valesse la pena di avere. Aveva una grande sicurezza di sé, conosceva 4 lingue, una laurea e mille contatti. Passava da un paese ad un altro secondo come si sentiva quell’anno, cercando sempre lavori “umorali”. Cosa si potrebbe chiedere di più alla vita? Saper ricominciare altrove ogni volta, senza ripensamenti, sempre all’apice di un sorriso quieto!

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