Non so dire addio


addio

Good bye Cruel World

So dimenticare, so tradire, so allontanare, so scappare, so nascondere, so compiangere, ma non so dire addio.

Non so molte cose di questa vita. Non conosco la maggior parte dei miei motivi, però ho una sorta di forte testardaggine che mi lega a persone e cose. Non riesco a dire addio, nè a chi amo (come è giusto che sia), nè a chi mi ha ferito. Non riesco a vedere il male del mondo.

Penso che questa mia strana condanna sia perchè faccio fatica ad ammettere un fallimento, o di aver sbagliato, o di aver tradito il proprio credo. Nel profondo voglio avere sempre ragione, sebbene sappia che mille più mille volte nella mia vita non l’ho avuta.

Non ho paura di fallire: faccio quel che devo, rischio quando voglio, perché so come la vita sia fatta di fatti ed esitazioni, di dura materia e di strani pensieri. Ma – nonostante  tutto – oddio non avere ragione. E quando si fallisce in qualche modo una piccola esperienza finisce, le si dice addio.

Questo non sopporto.

Se si inizia qualcosa, è perché la si vorrebbe veder crescere e fiorire. Oddio il ciclo del mondo per cui tutto prima o poi imputridisce, muore e le si dice addio, per poi ricominciare sotto una nuova forma. Io cerco sempre di lasciare un segno (anche questo blog è un piccolo tentativo a riguardo). Lo faccio per me stesso, non per gli altri, perché fare qualcosa che superi me e il mio tempo mi fa gioire.

C’è un fumetto geniale “Loco Chavez” in cui l’ultima avventura mi rappresenta come nient’altro. Loco sta per trasferirsi in un altro paese, e il suo migliore amico – Malone – per 2 giorni e 2 notti lo sfugge, gli organizza gli scherzi più assurdi… Un lungo, agrodolce addio a tutti gli amici e parenti e personaggi che hanno avuto una parte nella sua vita, finchè la notte prima che Loco se ne vada, Malone si presenta alla sua porta, e gli chiede di uscire a bere e ridere, e gli chiede la cosa più intensa che abbia mai letto in un fumetto: “Loco, quando questa sera sarà finita non ci diciamo addio, andiamocene senza salutarci, come se domani fosse un giorno qualunque”.

Ecco questo sono io. Non so dire addio.

I libri più belli che abbia mai letto non li ho finiti. Arrivo a quattro pagine dalla fine e non riesco a continuare a leggere, sarebbe troppo triste girare l’ultima pagina e salutare un caro amico.

ps: L’ultima pagina di Loco è triste come un tango, con Malone, e tutti gli altri amici che si ritrovano al bar a parlare di Loco appena partito, chiedendosi se mai tornerà. Homero, il filosofo, dice: “Di che ritorno parlate, voi? Loco non smetterà mai di andare”.

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2 thoughts on “Non so dire addio

  1. “So dimenticare, so tradire, so allontanare, so scappare, so nascondere, so compiangere, ma non so dire addio.
    Non so molte cose di questa vita. Non conosco la maggior parte dei miei motivi, però ho una sorta di forte testardaggine che mi lega a persone e cose. Non riesco a dire addio, nè a chi amo (come è giusto che sia), nè a chi mi ha ferito. NON RIESCO A VEDERE IL MALE DEL MONDO.”
    L’avrei potuto scrivere io.

    Mi piace

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