Alla fine ci salverà uno studente fuori corso


Questa politica ormai si è fatta imperativo morale.

Non sviluppa e realizza programmi economico-sociali, va avanti tramando e tremando: si è reincarnata in una serie di fetidi slogan pubblicitari che vengono dispensati come pane al popolino.

Ad oggi, pare proprio che il grave problema sia quella maggioranza silenziosa di studenti che VOGLIONO studiare, e – poverini non possono farlo a causa di quelle poche migliaia di studenti politicizzati-violenti- filo-comunisti che occupano abusivamente le scuole, e non permettono a chi lo desidera di studiare!
Ebbene sì, Se solo si informassero quest’ultimi non manifesterebbero! E poi perché manifestare quando si sa che il governo è stato democraticamente eletto, e quindi ha tutto il diritto di fare il bello e cattivo tempo per i prossimi cinque anni?!
La verità è che questi studenti fuoricorso, scansafatiche, manifestano per il piacere di rompere vetrine e devastare macchine. Se ascoltassero, saprebbero che il decreto Gelmini non tocca minimamente questioni legate a università e ricerca.

E allora cosa vogliono?

E’ veramente sconfortante vedere come ce la danno a bere.

E’ veramente tristissimo pensare che la politica,non solo fa del male, devasta istituzioni, e taglia fondi che non dovrebbe toccare, ma anche considera l’elettore tipo un decerebrato a cui basta dar uno slogan da ripetere per sentirsi parte della vita sociale, e credere di sapere tutto di una situazione esplosiva.

“Le forze dell’ordine interverranno per garantire il diritto allo studio”. Mio Dio!
Vorrei conoscere il genio che scrive questi slogan. Che riesce a dimenticare tutti i fiumi di parole che gli studenti dicono in piazza, dimenticare che esiste un diritto di manifestare ed esprimere il proprio pensiero, dimenticare che un governo “morale” (se mai ne è esistito uno) almeno prenderebbe in considerazione il fatto che forse – se tanti sono in disaccordo – forse qualcosa che non va c’è!

Ho sentito da amici ripetere pedissequamente questi slogan. Ma come è possibile?
Non si ricordano forse che in Italia più del 30% delle persone non vanno a votare? Non si ricordano che non sono poi molte le persone che vanno a seguire i Consigli Comunali? E quanti invece frequentano attivamente una sede politica?
Come possiamo pensare allora che la massa silenziosa degli studenti siano pro-Gelmini? Non si ricordano quando erano anche loro studenti apoliticizzati che pensano per lo più a scopare?

Dobbiamo invece ringraziare che ancora i politici non siano riusciti a placare totalmente lo spirito di rivalsa sessantottino dei giovani.

E ringraziare che ancora ci sono ragazzi che frequentano centri sociali, e hanno coscienza che questi politici stanno veramente giocando con le loro ossa.

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One thought on “Alla fine ci salverà uno studente fuori corso

  1. tu mi pari di parte anche se sono in linea di massima d’accordo.
    è che la comunicazione della politica si è fatta di slogan come si fa di bianco caro mio. e inoltre non ha più passione perché la visione che punta a potere e soldi è un angolo acutissimo.

    ci vuole qualcosa in cui credere, risvegliare la voglia…qualsiasi voglia 😉 e fare fatica…oh sì, bisognerebbe riniziare a fare fatica per qualcosa che valga e i ragazzi questo lo sanno.

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