I dilemmi si sciolgono lentamente


Le cose evidenti sono dei dilemmi scioltisi da sé.

Che Francesco Alberoni sia l’indiscusso genio delle psico-banalità è cosa ormai nota a tutti gli esseri dotati di raziocinio; che lo dissuadessero di scriverne in prima pagina del Corriere ogni lunedì sarebbe opera caritatevole.

Quest’oggi ha veramente superato se stesso. Pare che ci siano tante persone al mondo che quando devono prendere decisioni difficili, prima aspettano di avere la testa colma di mille situazioni da risolvere, per poi prendere una decisione a caso. Ed ecco allora Alberoni che interviene per salvarci, e viene a dirci che non dobbiamo far così, no no!

Personalmente un approccio teso all’accumulo mi garba assai.

Quando devo prendere delle decisioni importanti, rallento. Lascio che tutte le cose che ho in testa sedimentino. Rallento perché le cose veramente importanti alla fine ti aspettano.

Rallento perché spesso, nel secolo breve che stiamo vivendo, le decisioni migliori sono le più evidenti, ma ci sfuggono tra le dita perché siamo in corsa con noi stessi… La verità è che anche le nostre vite sono regolate da una sorta di rasoio di Occam, e non ce ne accorgiamo. Ci facciamo tanti problemi, ci pensiamo tanto evoluti, ma lo siamo poi veramente? In realtà le risposte sono lì davanti, la maggior parte delle volte, e non le scorgiamo!

I dilemmi che ci troviamo d’affrontare ogni giorno sono per lo più artificiali, sono tanto lontani dai veri bisogni che spesso ci devastano l’anima. Ultimamente sto leggendo di una sindrome pazzesca che coglie tanti giapponesi: l’Hikikomori. Questo fenomeno riguarda giovani che decidono di chiudersi in casa o addirittura nella propria camera, aspettando che i genitori lascino loro il cibo fuori dalla porta, o uscendo solamente per comprare cibo, spesso di notte, in maniera “anonima”. Una reazione estrema al male di vivere.

E’ triste constatare che al mondo ci siano più persone ammalate nel cuore, di quante siano ammalate nel fisico. Non esiste una vera farmacologia del sentimento. Forse perché non paga. Meglio andar di ansiolitici che credere che i nostri veri bisogni sian lontani da quanto ci ripete la società. La mia risposta?

Rallento. E lascio decantare.

Lascio che tutto si accumuli, non cerco di liberarmene, perchè tutto quanto mi circonda fa parte della soluzione nella stessa misura in cui fa parte del problema.

E come un buon vino, i dilemmi si riducono ad evidenze, si sciolgono come ghiaccio nel whisky. E ti accorgi di aver sempre avuto un elefante in salotto, e di vederlo solo ora!

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2 thoughts on “I dilemmi si sciolgono lentamente

  1. esatto!
    anch’io penso che alberoni sia la banalità della quotidianità ma ti ASSICURO che in tanti lo leggono come fosse un oracolo. le cose semplici e evidenti stanno lì e tutti ciucci a dire eh? ma vah?

    sìsì le cose vanno fatte decantare e pure noi che al massimo ce la cantiamo un po’ ma soprattutto euuiua il whisky!!!!!
    :*

    p.s. uh era una vita che non sentivo parlare del rasoio di occam…una vita fa al liceo?????????? o madò!

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  2. lo sapevo che a citarti il whiskysss ti facevo felice!
    io il rasoio di occam lo uso tutti i giorni, è un po’ arrugginito, ma mi serve per tagliar via il pelume delle idee malsane (ma quanto sono metaforico oggi)

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