Il bicchiere mezzo pieno


Sulla punta dei piedi per non disturbare, quasi per non essere letta, oggi la mano si appoggia sulla sua pelle addormentata, come la prima volta; è esattamente come lo ricordo. E si riempie una mancanza, di una pace calda.

In silenzio s’appoggia lo sguardo sui giorni di attesa, sull’intensità accesa in faville della sua voce. Mi alzo mal volentieri da questo letto di pensieri, come allora, tremando in quel dirsi poco a poco.

La carezza che portavo sul suo fianco nudo, a protezione, a comprensione e ad abbraccio dello sguardo che sapevo triste e allegro. La carezza che segue la carezza nel silenzio del primo mattino, accompagnata dallo sguardo che spera, che non necessità voce, che accompagna pensieri inappropriati -lei direbbe – tutti i giorni…

Vi è tanto vin dolce nel bicchiere mezzo pieno, tanto da berne fino a sera.