Sono alle prese con l’edizione economica dei Guerrieri del Ghiaccio. Ulteriore tassello della saga di Martin. Come sempre prima di tutto – al di là del contenuto del libro – mi monta l’incazzatura per l’infamante trattamento che la Mondadori sta regalando da anni ormai a questa opera mastodontica. Chiaramente, più un’opera è amata dai lettori e più sono coloro che sopportano a fatica edizioni mal curate e intese solo per estrarre il maggior profitto possibile. Non voglio riproporre le tematiche che in rete sono ampiamente discusse. C’è solo da dire che è un’infamia.
Ci sono però due appunti che vorrei fare e che mi sono saltati al naso navigando tra le opinioni dei lettori scontenti. La prima fa sorridere da quanto è ingenua. Ho provato a verificare in rete se Mondadori abbia messo a disposizione un suo forum di discussione ufficiale, supponendo che sarebbe stato invaso di critiche di ogni tipo, ebbene debbo osservare che pochi siti sono 1.0 come quello della Mondadori. Livello di comunicazione veramente bassissimo, pagine ufficiali su Facebook praticamente spoglie di contenuti. E’ triste osservare come un colosso come questo editore cerchi di nascondersi dietro ad un dito, ed esprima una chiara mancanza di comunicatività (di intenzione di comunicazione). Pensando poi che si tratta di un Editore (non è mica una fabbrica bulloni!!) e che quindi dovrebbe per sua natura fare cultura, ovvero portare avanti la discussione – di ogni genere e tipo – il senso di ridicolo si muta in tristezza. Eppure è così: piuttosto che rispondere con chiare motivazioni a lettori indignati Golia preferisce nascondersi.
La seconda cosa è forse ancora più assurda. Leggendo infatti le FAQ del sito ufficiale di Martin, scopro riproposto a chiare lettere come unica scusante a questo indegno trattamento di tagliare i libri che hanno una loro logica e consistenza in tanti piccoli puzzle, che GLI EDITORI STRANIERI [tra cui l'italiano] più di chiunque altro conosce cosa i lettori nostrani accettano in termini di lunghezza dei libri.
Your novels are broken up into several parts in my country, and published in multiple volumes. Why do you do that?
A: I don’t. My publishers do. In France, in Italy, in Germany, in the Czech Republic, in Korea, in China, in Japan, and in several other countries, the novels have been published as two (or in some cases, three or four) books. My understanding is that this is largely a matter of economics. These are long novels even in English, and in many cases the process of translation can actually make a book longer. And each publisher presumably knows his own market, and what the readers will and will not accept in terms of book length and book price. Even some of the publishers who would prefer to issue each novel in a single volume — my British, Dutch, and Hebrew publishers, for instance — found themselves unable to do so in the case of A STORM OF SWORDS, where the sheer size of the book would have made it prohibitively expensive to produce, for their markets. I know it must be annoying to have the story broken up into two or three or four parts, but in some countries the choice is either that, or no edition at all. At least I am in good company. Tolkien’s LORD OF THE RINGS was written as a single long novel, too. It was his publisher who decided to issue it as a trilogy, purely for commercial reasons.
Che delusione. Nessun accenno al rispetto per un’opera letteraria. Quello che mi viene da pensare è che, visto che questa questione è tra le poche che vengono chiaramente indicate nelle FAQ, mi viene da credere che le voci di protesta che sono giunte all’orecchio di Martin stesso non debbono essere state poi così poche. E allora siamo sicuri che la nostra cara Mondadori sappia veramente cosa vogliono i lettori italiani?