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il momento giunge per noi di vivere secondo 3 parole

La macchina del tempo


Progetto Connettività Personale in Internet

Indice:

La TEORIA

Sicuramente conoscete la teoria dei sei gradi di separazione, secondo cui qualunque persona può essere collegata a qualunque altra persona attraverso una catena di conoscenze con non più di 5 intermediari. Qualche tempo fa inoltre un interessante ricerca è stata fatta per misurare “il diametro di Wikipedia”, ovvero si è dimostrato che anche Wikipedia possiede i suoi sei gradi di separazione (che in realtà sono 3 click). E’ affascinande pensare che siamo in grado di passare da un qualunque concetto ad un’altro semplicemente saltando attraverso tre altri concetti che li collegano.

Queste tipologie di esperimenti si basano però sull’ipotesi che le informazioni si start e di end siano note e siano all’interno dell’ambito in cui cerchiamo. Nel caso di Wikipedia, occorre che i due concetti siano classificati, nel caso della connessione tra due persone è che abbiano un DNA comune e vivano su questo pianeta.

Ma se invece l’informazione che si vuole raggiungere non è completamente nota? Se non siamo in grado in partenza di garantire che la persona che voglio contattare è viva?

La questione è semplice: se io voglio vedere la mia interconnessione con il Papa, mi basta sfruttare una serie di Hub noti: vado dal mio prete, che va dal suo superiore, che seguirà la via eclesiastica fino a raggiungere il Papa. Insomma il percorso è noto, e se lo è allora il numero di persone che debbo interpellare per passare da A a B risulta limitato.

Ma quale deve essere lo sforzo computazionale (ovvero il numero di persone a cui chiedere) se non conosco dove è allocata l’informazione? Ovvero, se devo operare in una modalità doppio-cieca, le persone che devo coinvolgere cresce esponenzialmente.

Quale è la correlazione tra la frammentazione della informazione (o la sua particolarità) con l’effettivo numero di persone che cercano di ricordare che debbono essere messe in gioco?

Sulla base di questi dubbi vorrei far partire un progetto che tende a capire quante persone devono essere consultate per ottenere una informazione che non è presente in modo chiaro in internet come pagina web, ma come informazione all’interno della testa di qualcuno che naviga. In questo modo si lancia  una sorta di mini indagine web based in cui esponenzialmente chi vuol partecipare si fa una semplice domanda e se non conosce la risposta, inoltra la domanda ai suoi conscenti, in una sorta di catena di sant’Antonio informativa.

Lo sforzo computazionale del singolo sarà lieve, ma la dimensione del network toccato, presuppongo, dovrebbe essere enorme.

L’argomento del primo esperimento che vorrei condurre si basa su un ricordo personale vecchio più di 15 anni.

L’ESPERIMENTO

Si parte da queste due fotografie:

Queste due foto sono il fronte e il retro di una pagina di una rivista di almeno quindici anni fa, di cui non ricordo il nome. Si tratta di una pubblicità di cui non ricordo il prodotto. Vi era questa modella con la scritta “prendimi ora”. Sul retro abbiamo un indizio, perchè c’è un articolo in cui si parla del professore banchiere Giorgio Zanotto in cui “invita a non sottovalutare nè sopravvalutare Italia ‘90″.

Le informazioni che si vuole raggiungere sono le seguenti (in ordine di complessità):

1) Di che pubblicità si tratta?

2) Quale è il nome della modella?

3) Quale è l’attività odierna della modella stessa?

Come si può capire la risposta alla prima domanda comporta un semplice sforzo memonico, qualcuno potrebbe semplicemente ricordare la medesima pubblicità, magari colui che la realizzò. Il nome della modella comporta il riuscire a connettere nell’esperimento persone nell’ambito della pubblicità/moda. La terza domanda otterrà risposta nel momento in cui l’allargamento del network sarà tale da raggiungere o la modella stessa, o qualcuno che la conosce personalmente.

Tutti quelli che volessero far parte dell’esperimento debbono semplicemente cercar di rispondere alle tre domande, lasciar segno del proprio coinvolgimento nella pagina dei partecipanti con un semplice commento. E se si chiede ad altri amici di partecipare alla cosa, inviando per esempio il link di questa pagina per email, indicare nel medesimo commento quante persone sono state invitate a partecipare.

Come vedete lo “sforzo computazionale” pro capite non è elevato, ma l’estensione del network potrebbe crescere molto velocemente. In questo modo potremmo renderci conto della capacità di interconnessione personali che internet permette. E se in effetti l’interazione che permette garantisce la possibilità di ottenere veramente qualunque informazione, anche se essa non è semplicemente a disposizione di un motore di ricerca!

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