Cambridge, Italia


E’ una pessima idea, me lo sono ripetuto in tante occasioni. Non che questo mi abbia fermato. D’altra parte, sono queste pessime idee che ti cambiano la vita. Il resto è sempre molto “conservativo”.

Male che vada, col tempo quel che non fa veramente male ti fa crescere un po’ la circonferenza addominale. Ma una pessima idea… può sconvolgerti in un istante; una parola sbagliata e tutto cambia.

Ci fu quella volta al pub… tanto scesi in basso, che poi mi sarei voluto nascondere per il resto dell’anno, ed asportare quella fetta di cervello che conservava quella sera.

Per dare un’idea: Continua a leggere

Certe linee blu sono una infamia (lettera aperta al sindaco Pisapia)


Gentilissimo Sindaco Pisapia,

le scrivo per sottoporre alla sua attenzione una situazione di cui forse non è a conoscenza e che ha ereditato dalla giunta Moratti.

La questione è presto detta, da mesi sono state tracciate tante belle righe blu per il parcheggio a pagamento nei dintorni del mio luogo di lavoro. Stiamo parlando di via Socrate, una piccola via traversa a Viale Monza. Si tratta naturalmente di una zona ben lontana dalla cerchia dei bastioni, e lungi dall’essere dentro le cerchie delle tre circonvallazioni. In effetti si trova all’estremo limite nord di Milano (tanto che la metropolitana relativa è Villa S. Giovanni, che è l’ultima fermata urbana). E’ una area, come potrà verificare con facilità, che di base è popolata da industrie e uffici. Il parcheggio in quelle zone non risulta mai complesso e non ha mai reso difficoltosa la circolazione. Spazi ce ne sono e sono sufficienti per tutti coloro che, per un motivo o per l’altro, frequentano la zona.

Ebbene, mesi fa, la Giunta che l’ha preceduta, decise di dover regolamentare la sosta anche in quella zona. Non si capisce bene perchè, visto che non c’è una effettiva necessità di incentivare la movimentazione delle macchine, come è giusto fare in aree più densamente popolate o di interesse maggiormente commerciale, dove il cittadino fa commissioni o deve andare e venire per la propria attività lavorativa. Quella zona nord di Milano non ha mai visto ingorghi o parcheggi selvaggi su marciapiedi. Eppure, la giunta Moratti ha ben pensato che fosse cosa buona e giusta dover far pagare i cittadini per il diritto di parcheggiare in quelle zone. Le strisce blu e gialle sono state infatti tracciate praticamente ovunque (mi pare di ricordare in “bianco” solo una decina di posti nei pressi della sede della posta in fondo alla via). Quindi, a tutti gli effetti l’applicazione pedestre della normativa metterebbe ogni cittadino che lavora in tal area nella condizione di dover pagare una sovratassa – perchè tale sarebbe – per il diritto di fermarsi in una zona che – sfido chiunque a dire il contrario – non necessita in alcun modo di regolamentazione.

La cosa è sempre stata tanto evidente che fino ad oggi nessun vigile si è mai adoperato per dare una multa.

Ma ora pare che le cose debbano cambiare. E’ stato comunicato che dal primo giorno di Febbraio si inizieranno a dare le multe. Trovo triste che questa decisione poi avvenga proprio sotto la Sua amministrazione. Se abbiamo sperato in una cosa, con la sua elezione, è stata proprio la speranza in una maggiore giustizia sociale in questa città che giusta lo è stata molto poco negli ultimi vent’anni. Non vogliamo l’applicazione cieca di norme, vogliamo una città che non ci strangoli, che rispetti chi la vive , che faccia rispettare le regole quando esse sono giuste e necessarie, non quando servono solo a fare cassa. Altrimenti ci verrebbe da pensare che veramente non c’è la possibilità di costruire insieme una area metropolitana nuova, moderna e ben organizzata.

Nella speranza di riceve una Sua risposta,

colgo l’occasione per porgere i migliori saluti

Un cittadino

Tutte le ore del giorno (a way to say fuckoff)


Penso di averle sentite tutte. Le sento e lascio correre ogni volta che qualcuno spende parole sugli straordinari. Già mi sta sul cazzo il fatto che dove lavoro non li paghino. Ma la cosa che veramente trovo insopportabile è quando i dirigenti si stupiscono di vedere le persone posare la penna (anzi il mouse) sul tavolo e andarsene alle 6:02 pm.

Oscurantismo medioevale.

Come mai i dipendenti non si sentono parte di un gruppo, e non condividono la mission dell’azienda? Si chiedono guardando il libro di Don Giussani che tengono religiosamente sulla scrivania. Forse la risposta sta nel fatto che tu, tra un aumento e l’altro partecipi ai ritrovi di preghiera domenicale mentre io preferisco andare a fare un po’ di corsa al parco. Non so quale sia la migliore qualità di vita, ma non si vive per lavorare. Questo mi hanno insegnato.

Io non vorrei lavorare in una azienda così, io preferirei essere parte della crescita aziendale… dice guardando il proprio schermo che nessun altro ha. Forse perché l’azienda intende la qualità del lavoro non come continuous improvement, ma come la riduzione del costo del lavoro per persona e l’accelerazione delle consegne. Uno stipendio livellato verso il basso inciderà?

Come posso pensare di andare a casa dopo otto ore di lavoro in un periodo di crisi? Mi sbaglierò ma mi viene quasi il sospetto che forse non tutti hanno qualcuno a casa che fa la spesa e pulisce i pavimenti per te, e ti riscalda la cena, e ti fa il letto. O forse si tratta del fatto che molti sono demotivati e non vengono responsabilizzati… No, non può certo colpa del dirigente. E’ notorio che sono i sottoposti ad essere dei Fantozzi lazzaroni.

Non c’è motivo di pensare – come fanno in tanti altri paesi – che gli straordinari sono un indicatore di lavoro mal fatto. Forse, se c’è la necessità di fare straordinari (e di non pagarli), forse qualche colpa la ha anche il dirigente che non è in grado di gestire il tempo e il lavoro del personale di cui è responsabile. Forse è lui a non sapere rendere remunerativo a sufficienza il lavoro…

Ma no, sicuramente sono io a sbagliarmi.

 

Metti in mostra l’evasore


Sì, se vogliamo pensare di avere una minima speranza di cambiare le cose, e le menti, dobbiamo fare tutti la nostra parte.

Quindi, a pranzo oggi mi sono presentato alla cassa chiedendo candidamente lo scontrino fiscale ( 9 € ) , cosa che la signora non pare mai particolarmente contenta di fare. Ebbene dopo aver rognato per qualche secondo, ecco che mi batte lo scontrino che vedete in immagine. Io, contento come ero, non lo ho letto fino al ritorno in ufficio. Scontrino fiscale NON riscosso.

E’ riuscita a fottermi anche questa volta! Una veloce verifica sul sito del fisco mi informa che messo così lo scontrino non ha valore alcuno:

Per le prestazioni non pagate è possibile emettere uno scontrino recante la dicitura “corrispettivo
non riscosso”. In tal modo il corrispettivo non concorrerà alla formazione dell’importo a debito di iva [...]

E io per prima cosa ho segnalato la cosa su tassa.li. Poi mi sono detto che non era sufficiente per una tale carognata, e ho deciso di piazzare la cosa anche su Ginen, come piccola testimonianza di come il furbo farebbe di tutto pur di non fare la sua parte di sacrifici. E di come serve essere sempre con gli occhi dietro la testa.

Forza, amico finanziere, vedi di andare a fargli una visitina.

Update: approfondendo l’argomento… A seguito dell’uso di un ticket Restaurant occorre comunque che al cliente venga rilasciato uno “scontrino a credito” con l’indicazione vista in immagine (per il solo importo del ticket). Il ristoratore emetterà fattura nei confronti di Ticket Restaurant in un secondo momento. Quindi c’è un’ulteriore anomalia quando pagando con Ticket non viene emesso alcuno scontrino. In questo modo infatti si viene a creare un basket di di ticket che possono essere associati a scontrini con l’indicazione “non riscosso” (che vengono emessi in corrispondenza a pagamenti in contanti, come è capitato a me). In questo modo il pagamento in contante può diventare facilmente nero. Quindi come prima regola, sarebbe cosa buona e giusta richiedere lo scontrino anche quando si paga con Ticket.


Stamattina, leggevo dell’ennesima porcata che il Popolo Dei Ladri in parlamento ha affogato nella finanziaria. Insomma il caro Berlusconi sta cercando spudoratamente di evitare di pagare il multone (per altro sacrosanto!) di 750 Milioni di € che dovrebbe versare per tutte le malefatte compiute con la Mondadori. E mi chiedevo come un berlusconiano possa pensare di votare ancora questa merda quando questo personaggio ormai non più definibile come umano, prima viene a chiedere a tutti dei sacrifici, ci toglie soldi dalla pensione, e taglia altri servizi, e poi… per LUI che potrebbe permettersi questo ed altro… fa un articolo per evitare di pagare le multe. Pesate che potrebbero essere 750 M in meno sulla finanziaria. Ma come cazzo fate??

Il tuo voto a chi ti ruba i soldi?

Il nostro famigerato presidente eletto in televisione


Chi di telefono ferisce…

Ma dico, lo sanno anche i pesci rossi che al telefono certe cose non si dicono!! Me lo aspetterei da Bondi, ma da Ruby, che mi pare un po’ più donna di mondo… che ingenuità! :-)

Il nostro presidente Berlusconi ormai – nel suo delirio – crede fermamente che per la sola ragione d’essere stato eletto può concedersi le più turpi cose. Pensa probabilmente di essere tanto al di sopra del volgo da non dover neppure più affaticarsi a motivare le sue azioni, quali che siano… neanche a parlare dei magistrati comunisti, quei perfidi! Probabilmente non parla nemmeno con gli amici di sempre (povero Fede). Rimane solo una parvenza di umanità posticcia (simile ai suoi capelli), quasi sintetica, nelle sue comparsate telefoniche che vanno a creare zizzania nelle trasmissioni del povero Floris, e nei suoi sproloquianti videomessaggi autoreferenziali a cui ormai nemmeno il suo regista crede…

Immaginatelo, dittatore dello stato di Bananas, solo, triste, insofferente anche dei mezzi di comunicazione che lo hanno reso quello che è… una specie di Max Headroom schizoide!

Sospensione dell’incredulità


Mi perdonino i miei dieci lettori di destra, ma il cuore oggi proprio non riesce ad avere la meglio sul cervello. Oggi non ci si può esimere dal portare anche qui una breve riflessione politic-culturale…

Oggi vorrei fare io una domanda a quanti ancora ripongono una dose di fiducia in quella sagoma del nostro Premier… dopo le ultime rivelazioni (che rivelazioni non sono poi molto), le evidenze, le prove, le intercettazioni, la richiesta di un rito abbreviato che è normalmente sintomatico di un’indagine ormai in uno stadio avanzato… dopo le follie fantasiose (per non chiamarle deliri di onnipotenza) che lo stesso Berlusconi rende note a noi poveri plebei solo via video o telefono, e che sono lontanissimi da un comune sentire… dopo il rifiuto categorico di difendersi nei luoghi di pertinenza, le leggi ad personam che ormai anche la destra ha ammesso… dopo le proteste degli Aquilani e dei Napoletani… dopo l’evidente sorriso di superiorità che tutti i capi del mondo civilizzato rivolgono al nostro governo…

dopo tutto questo, come è possibile che qualcuno ancora dia a quest’uomo il beneficio del dubbio?

Anestesia


Ogni tanto mi torna in mente come era avere vent’anni; accorgersi ogni volta di  emozioni mai gustate prima, sentirsi innamoravo tre volte al giorno – mi ricordo come bastava uno zaino in spalla per sognare in grande.

Ad un giovane oggi direi semplicemente: “SCAPPA!”. Cerca un angolo di mondo in cui poter realizzare le tue idee, e non solo rincorrere delle aspirazioni già tristemente azzoppate. Fuggi da questa italia anestetizzata. Perché se ci si resta troppo, si finisce col essere ricoperti di grigiore, da una polvere che soffoca!

E’ un’ovvietà, ma è bene sempre ricordarlo: l’italia è una triste eccezione, è la barzelletta dell’Europa. Altrove non regna il clientelismo, il nepotismo, le conoscenze sopra ogni cosa. Spargete il seme altrove, dove il mondo è ancora pieno di fervore. Abbandonate per sempre una nazione che affonda senza speranza. Lasciate i vecchi alle loro vecchie credenze, lasciate marcire tutto questo.

Calpestare le mele marce


Nonostante laurea, master, e anni e anni di studi, come ogni altro povero cittadino italiano, non riesco ad avere una informazione sufficiente per capire i meccanismi inceppati che mi circondano. Li percepisco, vedo dove sono, alle volte li vivo sulla mia pelle: una burocrazia sclerotizzata, una legislazione ad un passo dal disfacimento, sistemi di controllo che non esistono, regolamentazioni che sono lontanissimi dalla gente comune. Nonostante questo non ne so abbastanza da capire dove il meccanismo si inceppa. Alle volte mi chiedo chi me lo fa fare di rimanere in Italia quando lo stato civile è tanto allo sbando. Alle volte mi chiedo perché sforzarsi di rimanere onesti ed equi quando fare i furbi rende tanto di più ed è tanto più facile. Alle volte mi chiedo come sia possibile che non abbiamo ancora preso i forconi e marciato per calpestare tutte quelle mele marce che infettano l’intero cesto.

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Come rovinare tutto cercando di spiegare tutto senza riuscirci


[ATTENZIONE possibili SPOILER]

Dopo aver concluso la visione in un’unico blocco delle ultime 4 puntate di LOST, posso dire di essere rimasto di merda!

Ho sempre creduto che il deus ex machina di Lost (quel geniaccio di J.J. Abrams, che è anche il padre del bellissimo Fringe) non avrebbe avuto la presunzione di andare a dare un senso compiuto all’enorme putiferio di trame, sotto-trame e misteri che in sei anni la serie aveva accumulato. E invece ci ha provato. Fallendo miseramente. Il giorno dopo la messa in onda del finale il mondo si è scoperto diviso tra felici e scontenti. Io sono tra questi ultimi.

Il perché è presto detto. Nel finale io vedo la volontà di J.J. Abrams di prendere in giro gli spettatori, quasi volesse dire

“visto? Io posso fare qualunque cosa, e voi ve la bevete. Posso pure permettermi di far finire la serie secondo una delle prime ipotesi fatte cinque anni fa – forse la più scontata e la meno credibile – posso arrivare in fondo e dire che erano tutti morti“. Continua a leggere

Cazzeggiare paga (come uscire con una libraia in meno di 3 minuti)


L’intenzione era di prendere un paio di mutande pulite e scappare in direzione mare per il fine settimana. E’ un po’ che il mare mi chiama, e pensavo proprio di indulgere in un vizio da troppo rimandato. Non avevo fatto i conti con la mia tendenza a fare stronzate così su due piedi.

Sta di fatto che venerdì sera, prima di fuggir velocemente a cena dai miei, e dopo il lavoro, sono andato in Feltrinelli per chiarire un mezzo casino che mi hanno fatto con un ordine.  Vado al banco accettazione, fo’ un po’ di rimostranze e me ne vado in cassa a recuperare il mio anticipo. Ed ecco… alla cassa… questa dolce donzella… con i capelli corti tanto sexy e sul naso delle lentiggini… Il cervello mi si mette in modalità “e che cazzo” con un accenno di “chi se ne fotte”. Ho circa 30  secondi per dirle qualcosa prima che sparisca dalla mia vista per sempre. E quindi, sfruttando il fatto che in coda nono c’è nessuno, dico la frase più banale che mi viene in mente, qualcosa farfugliato che fa circa così:

senti maaaa…. come è lavorare qui in feltrinelli? Mi sono sempre chiesto se sia affascinante lavorare in mezzo ai libri come si crede oppure è tutta fuffa…

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Grotesque


La mancanza di professionalità sul lavoro va di pari passo con la corruzione dei politici. Non c’è mai fondo al peggio. Per quante porcate tu possa aver visto e sentito, c’è sempre qualcuno che ti stupisce con nuovi comportamenti grotteschi!

Capita che mi giungano le mail più assurde… che mi fanno venire un’ernia istantanea… mail di persone che ereditano un compito, magari anche di responsabilità, che mi fanno delle domande di una tale profonda ignoranza da lasciarmi basito.

Sarà che la professionalità, per come la intendo io, è come il desiderio di maternità di ogni donna: un falso mito.

A rigor di logica, una persona che assume un ruolo dovrebbe essere almeno spannometricamente adeguato al ruolo. Avere una infarinatura dell’ambito in cui va ad operare. Ed invece mi capita sempre più spesso di rendermi conto che sono circondato da scimmie. L’uomo in realtà non si è evoluto. Non è sceso dagli alberi, è caduto!!

Ancora preferisce ripetere sempre gli stessi atti – intervallando forse con un po’ di libidine – ma poco altro.

Cioè, la cosa mi pare lineare… Ti danno un compito di cui non sai nulla. 1) Ti chiedi come mai – magari hanno sbagliato persona.

2) Ti studi la materia 3) Quando ne sai qualcosa pensi a quali strumenti ti servono 4) Ti guardi intorno e – putacaso – la persona che faceva la stessa cosa prima di te aveva già lo strumento che ti serve.

Questo dovrebbe essere il giusto modo.

E invece… Ti giunge un report settimanale che a leggerlo ti servirebbe la stele di Rosetta? Te lo guardi da tutte le direzioni e poi metti i piedi sulla scrivania, alzi il telefono e mi chiedi: “ma tu ne sai qualcosa??? Ci pensi tu?”

E lì mi si impenna il colesterolo!!

Certo che ne so qualcosa, ma col cazzo che te lo dico. E’ il tuo fottuto lavoro!!!

Testimonianza 2 – somewhen in the far 2001


orgasm-cunnilingusBarbara non me la volle dare mai. Non le piacevo abbastanza, ma aveva abbastanza compassione per me da concedersi per delle sedute di baci lunghissime. Passavamo ore a baciarci in macchina, e io avevo l’uccello sempre in tiro. Una volta fu anche abbastanza ubbriaca – e chissà, magari anche abbastanza arrapata- da farsela leccare. Non seppi approfittare del momento di debolezza, e lei non volle andare oltre.  Probabilmente non fui abbastanza bravo. Ricordo che ai tempi, nella depressione del momento, persi tempo a documentarmi su come ottimizzare la cosa. Quella volta fui una frana come non mai.

Strana cosa, la privacy!


googleLeggevo della nuova disputa che è emersa attorno a Google e al suo progetto di Digitalizzare intere biblioteche. Questo mi costringe a tornare su un argomento che mi pare tanto strano e con tale poca rilevanza da lasciarmi perplesso. Il progetto di Google Book si è scontrato un’altra volta con l’annosa questione di “cosa se ne fa Google dei nostri dati?”. La mia personalissima risposta a questa domanda è “quel cazzo che gli pare!”.

Sinceramente ormai considero la privacy un bubbone su culo di un cammello. E’ un concetto tanto abusato, che troviamo in ogni angolo della nostra vita, da non avere più contorni definiti. Non si capisce a cosa faccia riferimento, e da cosa ci dovrebbe difendere.

E’ palese che l’informazione è potere, ed è nello stesso tempo business, ma questo non ha mai stupito nessuno. Ogni database che raccolga informazioni è potenzialmente sfruttabile per indirizzare campagne pubblicitarie. La vera disfida tra Google e Facebook, per esempio sta sulla diversa tipologia di dati che i due servizi collezionano, e sul capire quale dei due in un futuro prossimo venturo potranno essere più profittevoli.

Per quanto mi riguarda, la privacy è il 99% delle volte una bufala che: 1) non serve a niente 2) è una forte limitazione 3) non mi favorisce la vita.

Mi interessa se Google sfrutta le mie preferenze di navigazione per indirizzarmi messaggi pubblicitari ad hoc? No, anzi lo preferisco. Mi interessa se il mio numero di cellulare appare negli elenchi delle pagine gialle. Macchè! Mi importa se sono dentro 2000 foto di turisti giapponesi che fanno foto al Duomo di Milano proprio mentre io bacio una ragazza sul sagrato? Cazzi loro! Non ho alcun problema a dire di guadagnare circa 37.000 € all’anno, di essere eterossessuale, di navigare ogni tanto su siti discutibili, di essere di sinistra, di portare il pene nella parte sinistra della mutanda, di vivere a San Giuliano Milanese, di essere miope come una talpa, di pesare 69 kg, di non sopportare il cinema italiano, di essere ipercritico. Sono dati sensibili? Volete usarli? Bene, fate pure. Non mi interessa, specialmente se far conoscere queste cose a Google è il prezzo da pagare per avere dei servizi ottimizzati. IMHO, la privacy è molto spesso solo una parola che serve ai politici per avere modo di nascondere quanto non dovrebbero fare, ed una scusa per sporgere denuncia contro dei poveri diavoli.

Al di fuori delle questioni puramente legate al copyright, pensate ai vantaggi che porterebbe avere tutto lo scibile umano in formato digitale, a distanza di un click.

Questo piccolo grande seno


senoIl peggio di noi viene fuori spesso da una della parti migliori di noi!

E’ notizia di oggi che Francesca Martini voglia produrre delle linee guida in cui si vieti l’impianto di protesi mammarie alle ragazze sotto i 18 anni. Qui la notizia. Ecco un altro grottesco esempio della pochezza dei nostri rappresentanti in Parlamento.

Le mode sono effimere, sono trend che nascono e muoiono sulla scia dei modelli che ci vengono proposti. Se c’è il boom delle baby teets, è perchè la cultura moderna incensa e premia l’aspetto esteriore come condizione necessaria per piacere, e per avere successo.

La soluzione non è vietare.Non lo è mai.

Vietare deve essere sempre, solo, esclusivamente, l’ultima disperata risorsa. Anche perchè, a conti fatti, controllare il rispetto di un divieto costa un impegno intensissimo.

E se invece si pensasse che l’azione più intelligente sia agire sulla cultura dei giovani, sull’autostima dei diciottenni?

E’ forse tempo di cambiare come pensare?

Le strane pensate di Colaninno


affare alitalia

non esiste alcun patto segreto, o lettera nella cassaforte

Ora, che Colaninno non fosse proprio savio era chiaro a tutti fin dall’inizio. Chi, sano di mente, si andrebbe a impelagare in quel casino totale e infinito che è Alitalia?

Che fosse amico degli amici giusti è abbastanza probabile, altrimenti il buon Berlusconi non gli avrebbe offerto il piatto ricco della Good Company.

Che abbia il CV adatto per essere uno degli imprenditori italiani più di spicco è noto, si legge infatti su wikipedia che:

è stato condannato a 4 anni e 1 mese per bancarotta nel crac Italcase-Bagaglino nel dicembre 2006, interdetto dai pubblici uffici per 5 anni, pene condonate grazie alla legge sull’indulto.

PERO’

quando lo sento in televisione dire che Malpensa e Linate sono incompatibiliMI VIENE L’ORTICARIA!. Ascoltatelo a dir Boiate.

ha detto (parafrasando): “la Cai, come compagnia privata di imprenditori, non si prende in carico il costo della comodità dei Milanesi. Se i milanesi vogliono avere la comodità di un aeroporto in Milano, devono pagarne il prezzo”. In buona sostanza, noi cittadini ci dovremmo sobbarcare i costi di un aeroporto? (qui aggiungete la mia faccia con un moto di stizza!)

E questo perchè dovremmo farlo? E’ forse perchè Linate è sempre deserto e non ci sono passeggeri? Non direi. E’ perchè non ci sono vettori interessate alle tratte su Linate? Manco a parlarne.

Nooo… è perchè Milano non può reggere di avere due aeroporti a 40 km di distanza l’uno dall’altro! (mi viene il dubbio… avranno paura che gli aerei facciano l’autoscontro???

londra aeroportiEppure a guardar questo esempio…

Gatwick 45 km – Heathrow 24 km – Luton 52 km – Stantsted 64 km.… Boh, forse Londra è l’eccezione che conferma la regola! :-)

Forse forse mi sovviene… allora è perchè la Cai non vuole concorrenza? Ecco forse è così! Perchè la famosa cordata di salvatori ha paura della concorrenza! Ha paura di non rientrare in pochi anni dell’investimento fatto! Forse ci siamo!! ;-)

Milano Mobile Folies!


follie milanesiNel nuovo piano di mobilità per Milano, il sindaco Moratti dimostra tutta la sua fantasia (malata!)

Questa è una vera follia, una storia di ordinaria infamia. E -cosa non nuova- la protagonista assoluta è quello strano personaggio tafanoforme quale è la sindachessa milanese.

Sembra proprio che in Europa si siano resi conto che tutti i nostri orifizi Milanesi siano intasati due giorni su tre dal PM10.

Così, all’improvviso, in giunta comunale, spinti dalla strizza di una mega multa, si son messi d’impegno per trovare una soluzione.

Naturalmente il massimo che sono riusciti a realizzare è stato un ESCAMOTAGE!

D’altra parte non si può tirare fuori sangue da una rapa!

Hanno detto: “invece di far impazzire le centraline di rilevamento tutti i giorni, se costringiamo i negozianti a fare le operazioni di carico-scarico di notte, avremo un’equa ripartizione dello smog sulle 24 ore.” Molto democratico!

Il pensiero di AFFRONTARE il problema non gli è neanche balzato in mente. Troppo difficile guardare cosa fanno gli altri paesi, troppo difficile seguire il buon esempio di Obama, troppo difficile pagare una volta tanto una consulenza che non sia farlocca e che possa fornire un piano attuabile!

No! Più facile far agonizzare il milanese un po’ più lentamente…

Piccoli disagi? Due per tutti: i commercianti che devono tenere aperti i negozi la notte? Ma dai…. La gente di notte dorme, potrebbe venire disturbata? Naaaa… si sa che il vero milanese non dorme mai, ed è sempre di corsa!!

Mi chiedo come possano anche solo pensare certe bestialità!