In certi luoghi ci si arriva per caso. Ma quando ci si è, si può decidere se restare o andarsene.
E’ una soluzione un po’ da paurosi ed è molto facile, nascondersi. E rinunciare.
Io credo che niente come perdere la testa per qualcuno ci faccia sentire tutto più intensamente, e per come la vedo io, il sentimento aiuta a vederci allo specchio. A vedere negli altri, noi stessi. E’ questo in definitiva l’importanza dei sensi e del lasciarsi trasportare da essi. Con questo intendo dire che quando ci si apre a qualcuno, facciamo di tutto per piacere: ci guardiamo quindi da più vicino, ed al contempo assorbiamo in noi ogni cosa che l’altra persona dice e fa. Siamo ricettivi al massimo grado. Sembra stupido mettere per iscritto queste parole, ma anche ogni fiducia mal riposta mi trasfigura. Imparo come essere una persona migliore: riconosco nell’altro i miei errori passati e ne capisco le conseguenze.
In quei momenti, ogni sussurro del cuore ha impatto: alcuni possono aver infranto, ma tutti hanno costruito qualcosa in me (di me!).
Non deve essere per forza facile. Non è da poco anche solo avere il coraggio di star davanti agli occhi di chi ti desidera, o di chi crede in te e si sente ferito, e saper cosa dire.
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In certi luoghi ci si arriva per caso. Ma quando ci si è, si può decidere se restare o andarsene.
L’altra sera mi è giunto un messaggio. Una breve riflessione in cui mi si fa notare di essere una persona che vuole cose, che faccio strategie e modulo per averle. Una sorta di manipolatore. Che quella è la logica del mio essere. Ora, non voglio fare della facile ironia. Chi me lo ha scritto è una persona veramente importante per me. E – per quanto le nostre differenze ci hanno portato ad allontanarci, alle volte con astio, merita che rifletta su quello che scrive.
Che non si vedono
Esistono cinque categorie di bugie; la bugia semplice, le previsioni del tempo, la statistica, la bugia diplomatica e il comunicato ufficiale. - [George Bernard Shaw]
Penso che si tratti più di forma, che della sostanza. E’ forse una delle cose più lontane nel mio passato studentesco che ricordo. Ricordo che me lo diceva la professoressa delle medie quando facevamo i temi in classe. La forma, innanzitutto. Anche le più turpi cose posso essere dette con garbo, con quel rispetto per le persone che ti inducono all’onestà e alla chiarezza, anche quando non è la scelta più facile. E’ una dimostrazione caratteriale anche questa.
Sarà un po’ autoreferenziale quanto vado a scrivere. Siete avvisati.
Si dice che la notte porti consiglio. A me fondamentalmente porta idee pruriginose. E di questo non mi lamento, affatto. Sebbene sia una piccola sopraffazione del corpo sulla mente, sono convinto che sia cosa buona e giusta, visto che se dovessi dar seguito anche dopo il tramonto al mio buon senso, sarei sempre immobilizzato in un pantano di dubbi. E forse mi sarei negato alcune esperienze che reputo essere state importanti nel divenire quel che sono. 

Quanto possiamo incidere su noi stessi? Quanta comprensione dei nostri comportamenti e delle nostre vere pulsioni dobbiamo collezionare per aver la forza di cambiarli?
Siamo umani, e come tali abbiamo, tra i nostri buchi d’anima, il diritto di transumare. D’altronde i periodi ipotetici sono al mondo per questo. Servono per mettere un po’ d’ordine in alcuni dei nostri “se”.

Lo confesso, m’è toccato di soffrire e amare; ho provato il gusto del sangue e del pane, ho stretto mani incallite e camminato in solitudine: son fatto della stessa materia d’uomo di chiunque.



