In questi giorni di lutto per la scomparsa della voce passionale della Merini, forse l’ultima vera poetessa italiana, sono due volte triste anche per la scomparsa di un’altro grandissimo intellettuale: Claude Levi-Strauss, autore di uno dei più bei libri che abbia mai letto nella mia vita, quel “tristi tropici”, diario che fa di lui una delle voci più intense, umane e intelligenti che il secolo scorso ha avuto.
A questi due titani che tanto hanno dato, e la cui mancanza provoca un buco nero al mondo, volevo dedicare 4 versi che scrissi tempo addietro:
Son triste, stasera, come non vorrei.Non vorrei vedere al tuo fianco corone di fiori,sapere le tue spoglie trapassate da un velo di rugiadae le tue labbra trasfigurate che non hanno colore…Grava sul collo di chi non dorme un velo di pianto,le mani bianche degli amici recano un commiato senza voce,il mio petto è invaso da un gelido inverno, e mi trafigge.Lasciatemi riposare, che son triste, quest’oggi, e senza pace;triste nelle dita, stanco nelle braccia, solo nelle ossa tutte,tristissimo fin negl’occhi e nell’anima.Son triste, stasera, come non vorrei.Ma so che in terra ogni grigiore svapora;anche l’amarezza spira tenue nelle sue stagionie – col tempo – il sudario si leva.