GINEN
il momento giunge per noi di vivere secondo 3 parole

Social Networks. Moda o stato mentale?


civil-warC’è in corso una guerra, una guerra per le idee.

Una guerra che si disputa il controllo dei social media.

E’ una guerra fondamentale per il futuro delle aziende, perchè i trend sono inequivocabili: sempre più gente è cablata, connessa 24 su 24, pronta a ricevere informazioni in tempo reale, sul tempo, la politica, le notizie dei matrimoni degli amici. E per ogni bit informativo è pronta a generare un feedback.

Per come la vedo io - almeno in Italia - si tratta di una guerra tra poveri.

Da una parte ci sono i geek.

Veri appassionati di questa nuova rivoluzione sociale del network. Persone sempre avanti un passo, sempre pronti ad abbracciare nuovi strumennti, nuove community, nuove tecnologie. Persone che sviluppano codice, che perdono ore di sonno a minibloggare, a scrutare gli angoli più reconditi della blogsfera. Costoro percepiscono la filosofia che sta dietro il web 2.0, e la fanno propria in ogni aspetto della loro vita da internauti.La respirano!

Sull’altro versante abbiamo chi abbraccia gli ideali, falsamente.

O almeno essi sono quelli che meno capiscono di cosa si tratti veramente, quando si parla di Social Media.  Essi sono “web manager”, “account manager per le nuove tecnologie”, “Internet project specialist”. Personaggi a cui hanno mostrato un po’ di  numeri, hanno detto che la stampa è moribonda, mentre al contempo nascono testate online ogni giorno, che il business vero sta nel raggiungere i 150 milioni di utenti di facebook!

Questi sono la nostra rovina.

Parlano in un loop infinito di viral marketing, di digital advertizing, di Government 2.0, pervadono siti su siti, ripetendo sempre le stesse ricette. Non comprendono che è la CREATIVITA’ il segreto.

Però, essendo più di altri, inseriti in contesti commericiali, determinano un trend autoalimentante vizioso, che conduce le aziende ad inoltrarsi verso le frontiere dei new media in genere, senza avere l’intenzione o la capacità di mutare pelle.

La social revolution è uno stato mentale, è un modo diverso di approcciare i problemi e i rapporti interpersonali. Un modo di porsi trasparente – trasversale, in cui c’è veramente una libera circolazione delle idee. Le aziende italiane nonostante tutto, non sono pronte a tutto questo, occorre educarle, con fatica e sudore. Ma al momento, gli stessi protagonisti della system integration – per mia esperienza  – non riescono a rinnovare le proprie strutture direttive. Come possiamo sperare che siano loro gli artefici di questo cambiamento??

No Responses Yet to “Social Networks. Moda o stato mentale?”

Leave a Reply