
Diciamolo in testa al post: il concerto dei
NOA è stato
fighissimo. Mi fa rimpiangere che la formazione si sia sciolta. Le due voci insieme erano perfettamente armonizzate e le canzoni
vibrano ancora nonostante qualche anno sulla schiena. Viceversa per il concerto che è venuto dopo, dove uno zombizzato Giorgio Canali faceva tanto rumore da non riuscire a capire quel che si diceva stando in fondo al locale.
Ok, passiamo al succo.
Arrivo e i miei ex colleghi stanno già col bicchiere in mano. Mi presentano due nuove leve del campus, purtughesss, simpatiche, ma non registo istintivamente i loro nomi.
Mi guardo zampettando il concerto di Pablito, bevo una birra, sparo qualche cazzata e scende un primo ciupito. I sensi sono ancora abbastanza attenti da notare che:
- una delle portoghesi è bevuta come una spugna
- la tipa mi guarda stranamente e persiste nel volere sapere il mio nome (naturalmente essendo satolla la sua memoria a breve termine latita)
- la stessa portoghese è pure bagnata come una spugna… un poco ingrifata.
Sta di fatto che causa il pandemonio del secondo concerto instauriamo una conversazione che ricordo a spizzichi e bocconi visto che nel frattempo è girata una bottiglia di ciupiti che abbiamo onorato come era dovuto. Qualcosa che sta nel limbo di tre lingue e che comprende un certo numero di fuck – wanna fuck – I’m fuckkin drunk – repeat please – eeeeehh?? . Io, lo ammetto, me la ridevo abbastanza, e mi divertivo a contraddirla scherzosamente.
Lei: “I know you wanna fuck me, fucking italian”
Io: “No. non tutti gli italiani sono uguali”
Lei: “So you wanna kiss”
Io: “solo se tu lo vuoi”
Lei: “so you wanna fuck me… I’m fucking drunk…”
Io: “I don’t fuck drunk girls”
and so on…
Stavamo fuori dalla porta del
Granaio da circa un’oretta (da quel che mi dicono) a circa 5 cm each others, lei appoggiata contro un muro,
per avere un migliore sostegno suppongo, faccio appena in tempo a sentire - non so proprio come sia successo – la sua lingua
nella mia bocca… che percepisco un click e l’universo si mette a rotare.
E già so che finirà male.
In tempo zero mi ritrovo la sua amica che, apparsa dal nulla, si interpone accusandomi di voler approfittare dell’ubbriacatura molesta della Ferdinanda (o Fernanda…) – che poi salta fuori essere fidanzata. ma se non sono neppure io che ci sto a prova’!
Accuso il mio collega che si stava spupazzando la tipa, di avere un tempismo di merda “e che cazzo… o intervenite prima o intervenite dopo… non durante!”. Un gigante mi si collassa sulla panca di fianco a noi completamente fatto e sente la necessità impellente di presentarsi – è russo, ciao Mikael! – e poi poi si accascia.
Intanto Ferdinanda prova a bere dell’acqua, proprio nel mente salta lì una ragazza che ci chiede se abbiamo un accendino e al contempo
visto il cellulare che ha perso. Tra le altre cose mi accusa di essere un capitalista (moi!!?) e di non dar da bere acqua agli ubbriachi. Mi ritrovo quindi a chiedere al barista un tozzo di pane ed avere in cambio un pacchetto di patatine già aperto…
Tempo di tornare le due portoghesi sono al bagno. Quando tornano ci spostiamo verso l’esterno del locale (ormai sono le 2.30), Fernanda decide di liberarsi di un peso vicino ad un tombino, poco prima di entrare nella macchina nuova del mio amico che dovrà accompagnarle a casa. E a me viene in mente un’altra macchina rosa-vomito (ma questa è un’altra storia).
Discutiamo ancora un poco di luoghi comuni sui ragazzi italiani che non vogliono altro che scopare – perchè gli straniero no? Dando il tempo a F. di riprendersi quel tanto sufficiente per entrare dritta in macchina.
Come sia andata a finire ancora non lo so.
Che dire… il laboratorio di proteomica non finisce mai di stupirmi!!
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